Lo ha affermato il Presidente di SIA-SSB, nel corso della terza edizione dell'International Payments Summit "DO YOU SEPA?" svoltosi oggi a Milano
Milano, 27 ottobre 2008 - A nove mesi dalla partenza della SEPA (Single Euro Payments Area), il sistema europeo dei pagamenti fotografa una situazione non del tutto in linea con le aspettative. E' quanto è emerso oggi nel corso della terza edizione dell'International Payments Summit "DO YOU SEPA?" organizzato dal Gruppo SIA-SSB e tenutosi a Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari. La domanda di imprese e consumatori relativa a servizi più efficienti, sia in termini di tecnologia che di prezzo, non sembra trovare ancora adeguata soddisfazione nei nuovi strumenti di pagamento a disposizione.
"Tra le ragioni di tale ritardo"- ha detto Carlo Tresoldi, Presidente di SIA-SSB - "vi è anzitutto la percezione che un'offerta diversificata, che mantenga ancora strumenti di pagamento ante-SEPA, possa costituire un vantaggio economico per l'operatore finanziario. A ciò si aggiunge un contesto normativo europeo non totalmente chiaro: il completamento della PSD (Payment Service Directive), previsto per novembre 2009, concederà infatti agli Stati Membri flessibilità nell'adeguamento delle legislazioni nazionali alla Direttiva. Nonostante gli sforzi della Commissione Europea per addivenire ad un recepimento con un elevato grado di omogeneità esiste il rischio che emergano situazioni almeno parzialmente disomogenee ".
"Se la SEPA venisse percepita dall'utenza industriale e commerciale come fattore di crescita della produttività del sistema, e quindi della sua competitività" - continua Tresoldi - ciò darebbe una svolta all'impasse applicativa che si è creata. La prospettiva di SIA-SSB, quale primario provider tecnologico al servizio della comunità finanziaria internazionale, individua due fronti sui quali sarebbe opportuno intervenire per mettere la SEPA al riparo da eventuali ritardi o rinvii: da un lato, un esplicito impegno politico di tutti gli Stati Membri per realizzare nel processo di implementazione della PSD un elevato grado di armonizzazione del quadro normativo; dall'altro, accelerare l'adozione dei nuovi strumenti di pagamento SEPA compliant da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Queste ultime, da sole, a livello europeo, contano per il 20% di tutti i pagamenti in euro e per il 40% del PIL. Inoltre, la P.A. rappresenta il 15% delle quote di mercato nell'area dei bonifici e degli incassi commerciali".
"La condizione di pari opportunità di tutti i cittadini europei dipende necessariamente dalla omogeneità dei servizi a loro disposizione, a sua volta strettamente legata all'uniformità del contesto normativo"- conclude Tresoldi. "Se la competitività del sistema Europa dipende in larga misura dal grado di integrazione economica, la SEPA è oggi più che mai un'occasione imperdibile per il vecchio continente".