Milano, 15 aprile 2010 - Nasce il
primo
Osservatorio di ricerca in Italia ed in Europa dedicato agli Istituti di
Pagamento (le cosiddette "Payment Institutions"), i potenziali
nuovi soggetti appartenenti a diversi settori - come
GDO,
telecomunicazioni, petrolifero, multiutility, media, Pubblica
Amministrazione etc. - introdotti dalla Direttiva Europea sui
Servizi di Pagamento (Payment Services Directive - PSD), entrata in
vigore in Italia il 1° marzo scorso.
L'iniziativa,
realizzata da
SIA-SSB in collaborazione con
Capgemini
e
CeTIF - Università Cattolica, è stata presentata oggi
a Milano nel corso del convegno "
Move to Payment
Institutions Step by Step" - dedicato allo sviluppo del mercato dei
pagamenti e all'arrivo della nuova categoria di prestatori di servizi di
pagamento previsti dalla PSD.
Il nuovo
Osservatorio di Ricerca sulle Payment Institutions si inserisce
nell'ambito del percorso triennale di appuntamenti ed eventi "
2009-2012 The Roadmap for the new Europe" promosso da
SIA-SSB, in collaborazione con Capgemini e CeTIF - Università Cattolica,
che intendono fornire un supporto competente strutturato e completo
alle banche italiane e ai nuovi soggetti finanziari nel cammino di
adeguamento e di innovazione richiesto da SEPA e PSD.
Il ruolo dell'Osservatorio sulle Payment Institutions
Obiettivo principale dell'Osservatorio è quello di
fornire supporto alle Payment Institutions attraverso
l'
analisi di mercato del mondo dei pagamenti, dei requisiti
necessari, di business, di vigilanza, organizzativi e informatici, e la
proposta tecnologica di possibili soluzioni applicative che consentano
agli Istituti di Pagamento di operare all'interno del nuovo contesto di
riferimento.
Tra i
principali
progetti che verranno lanciati c'è l'imminente
avvio di
una survey focalizzata sulle Payment Institutions e volta ad
analizzare i driver della domanda e dell'offerta, i potenziali servizi,
la tipologia di clientela da indirizzare, le motivazioni e le
aspettative dei fruitori finali. I dati qualitativi e quantitativi della
ricerca permetteranno di tracciare una mappa del nuovo mercato, oltre
ad una parentesi sullo scenario europeo, in particolare sui paesi già
attivi.
Il nuovo
mercato dei sistemi di pagamento
Le Payment
Institutions sono tra le principali novità introdotte dalla Direttiva
PSD e si inseriscono in un
contesto di forte evoluzione dei
sistemi di pagamento europei, in seguito all'avvio della SEPA
(Single Euro Payments Area), l'area unica dei pagamenti in euro.
"
Le Payment Institutions sono l'inizio
di una nuova era - commenta
Carlo Tresoldi, Presidente
di SIA-SSB -
E' dalla fine degli anni Ottanta che si
stava pensando di aprire il mercato dei servizi di pagamento ai soggetti
non bancari. Grazie alla disponibilità di tecnologie avanzate, oggi
questi nuovi player possono finalmente affacciarsi su questo mercato. Ci
si è anche interrogati a lungo, in particolare, sulla questione della
vigilanza di questi possibili prestatori di servizi di pagamento
appartenenti a settori non bancari, storicamente non sottoposti ai
controlli dell'autorità monetaria tipici del sistema bancario".
"
Il dibattito a livello istituzionale è andato
avanti per molti anni ed ha finalmente avuto un'accelerazione nel 2000,
con l'avvio delle attività che hanno reso possibile la nascita delle
Payment Institutions - prosegue
Tresoldi -
Oggi è fondamentale capire come la questione relativa alle
esigenze di vigilanza verrà affrontata in ambito europeo, poiché per
raggiungere l'obiettivo SEPA, creando quindi un'area unica dei pagamenti
in euro, si deve necessariamente poter contare su condizioni
armonizzate in tutti i Paesi dell'Unione Europea".
La
possibilità di costituire in Italia gli Istituti
di Pagamento disciplinati dalle nuove istruzioni di vigilanza
rappresenta un'
importante discontinuità nell'offerta di
servizi di pagamento, attualmente prerogativa del sistema bancario.
Grazie alla PSD, le
imprese hanno
infatti l'
opportunità di ampliare il set di servizi offerti
al cliente (come ad esempio la domiciliazione delle bollette,
l'accredito dello stipendio, i finanziamenti a breve),
gestire
direttamente incassi e pagamenti all'interno di una community (ad
esempio i fornitori e clienti di una GDO, telco etc.) in ambito
domestico ed europeo,
gestire rimesse di denaro verso
l'estero, nonché emettere carte di pagamento e convenzionare gli
esercenti.
"
Si delineano
interessanti prospettive per operatori non specializzati, come i
retailers, che potrebbero utilizzare la propria rete distributiva a
costi marginali - afferma
Sergio Magnante, Financial
Services Leader di Capgemini Italia -
tutto ciò allo
scopo di intercettare una parte di clientela oggi "poco bancarizzata",
incidendo sulla riduzione del ricorso al contante. Così come per
soggetti "grandi pagatori e/o grandi fatturatori", che internalizzando e
gestendo in autonomia i pagamenti potrebbero ottenere benefici in
termini di costi e di flessibilità del servizio reso.
Con l'obiettivo di definire un "common legal framework" per la
gestione dei servizi di pagamento, il corpus normativo italiano impone
anche agli attuali operatori non bancari (intermediari finanziari ex-106
e 107) di valutare la propria componente di servizi di pagamento
rispetto alle nuove regole e comunicare la scelta di diventare Istituti
di Pagamento, adeguandosi alle nuove regole europee".
Analizzando anche
cosa accade negli altri Paesi,
Magnante sottolinea che "
in Europa, i primi ad essere
diventati Istituti di Pagamento sono stati i fornitori di servizi ICT, i
processor, gli acquirer di carte di credito e debito ed i money
transfer operator. Attualmente se ne contano complessivamente una
settantina circa distribuiti tra UK, dove sono quasi 60, cinque in
Irlanda, uno ciascuno tra Danimarca e Lussemburgo".
In
Italia, in base alle elaborazioni di
Capgemini su dati del
Bollettino Statistico di
Banca d'Italia e BCE 2008, il business dei pagamenti presenta
dimensioni significative con
ricavi che si attestano tra
i
5 ed i 7 miliardi di euro, inclusi i giorni valuta.
Il
numero dei conti è pari a
44,3
milioni su
58,5 milioni di abitanti. Supera invece i
3.8 miliardi il numero delle transazioni che riguardano
i
bonifici (28%),
incassi (14%),
carte (37%) ed altre
operazioni (21%).
"
Sono quattro le leve per conquistare
quote di mercato nell'ambito dei pagamenti - evidenzia
Magnante
-
l'acquisizione di operazioni di pagamento attraverso la
spinta del prezzo, l'intercettazione della domanda "latente" dei servizi
di pagamento e la riduzione del contante, l'acquisizione della
clientela non bancarizzata attraverso il conto di pagamento, la gestione
autonoma delle operazioni interne e la copertura dei costi della
struttura con i risparmi dalla gestione interna".
"Payment Institutions EASY BOX": la proposta del
Gruppo SIA-SSB per abilitare i nuovi soggetti
Per consentire ai nuovi soggetti di sfruttare quanto più
possibile le opportunità legate ai nuovi servizi di pagamento ripensando
i propri modelli di business, il
Gruppo SIA-SSB ha
progettato e realizzato specificamente un'
innovativa
infrastruttura tecnologica, denominata "
Payment
Institutions EASY BOX", che risponde ai requisiti di tipo normativo e
alle diverse esigenze di business.
Tale piattaforma è
costituita da un
sistema completo e integrato, basato su
un approccio modulare
che include tutti i servizi di
pagamento previsti per le Payment Institutions, le funzioni di
compliance e di vigilanza ed ulteriori attività accessorie.
La nuova soluzione erogata agli Istituti di Pagamento come "
Software as a Service" (in modalità di servizio) comprende
application management, facility management, back office, consulenza e
si articola in
tre diverse modalità, in coerenza con il
percorso strategico che ogni Payment Institutions intende intraprendere:
- una versione "Basic" destinata agli attuali intermediari finanziari non
bancari che nella prima fase vogliono limitarsi all'adeguamento delle
segnalazioni verso gli organismi di controllo;
- una
seconda tipologia di offerta, "Advanced", rivolta alle
Payment Institutions che decidono di occuparsi anche della gestione di
conti di pagamento su cui i clienti possono effettuare versamenti e
prelievi;
- infine, una versione "Full"
per le Payment Institutions che intendono offrire alcuni servizi
aggiuntivi (incassi, bonifici, emissione carte etc.), oltre alle
funzioni offerte dalle versioni "Advanced" e "Basic".
Le Payment Institutions potranno avvalersi di un
unico
gateway per l'accesso alle reti e ai circuiti a livello domestico e
cross-border e di una serie di ulteriori servizi a valore aggiunto
quali
connettività, accesso multicanale e monitoraggio delle
transazioni real time. Inoltre, "
Payment Institutions
EASY BOX" risponde completamente ai requisiti di sicurezza e
continuità di servizio previsti dalle normative di riferimento.
Scenari di sviluppo e innovazione nelle forme e nei
sistemi di pagamento
Una recente ricerca,
frutto di una collaborazione tra CeTIF e importanti operatori del mondo
finanziario, delle telecomunicazioni e del mondo ICT - dal titolo "
Scenari di sviluppo e innovazione nelle forme e nei sistemi di
pagamento"- fornisce alcune interessanti considerazioni sui
principali
driver del cambiamento del mercato dei servizi di
pagamento retail, nonché sui possibili modelli di business degli
operatori.
I fattori
socio-culturali giocano, in particolare, un ruolo fondamentale nel
processo di adozione di nuove forme e sistemi di pagamento: il rapporto
ha infatti evidenziato che i consumatori, nel rapportarsi con strumenti
di pagamento innovativi, quali carte di pagamento e cellulari, hanno una
forte predisposizione al credito prepagato, che
tendenzialmente amplifica la percezione di sicurezza.
Un
altro elemento è la
marcata sensibilità degli utenti finali
al costo dei servizi offerti: l'aumento della concorrenza, diretta
conseguenza dell'ingresso delle Payment Institutions sul mercato,
porterà infatti benefici economici agli utilizzatori dei nuovi servizi.
Parallelamente, sul fronte dell'offerta, la
catena del valore del pagamento risulta frammentata e caratterizzata
dall'interazione tra i diversi player e gli attori coinvolti (istituti
finanziari, fornitori di tecnologia, telco, istituti centrali e GDO),
ognuno dei quali è candidato a ricoprire un proprio ruolo strategico nel
nuovo contesto di riferimento. In Italia, si profila gradualmente uno
scenario in cui gli operatori tendono ad una
maggiore
integrazione tra gli strumenti utilizzati (carte di credito, di
debito, cellulare): ciò porterà ad una
più ampia libertà di
scelta rispetto alle modalità con cui compiere la transazione
(remote payment, proximity payment).
In
quest'ottica,
le tecnologie a supporto dei servizi di
pagamento sono giunte ad un elevatissimo grado di maturità e
rappresentano sempre più
uno dei fondamentali driver
dell'evoluzione dei servizi di pagamento. La ricerca CeTIF
sottolinea come la sensibilità alla componente tecnologica da parte
degli utenti sia particolarmente elevata, specialmente per quanto
riguarda i
tempi e la sicurezza delle transazioni. Tra
le tecnologie più interessanti, l'ampia diffusione in Italia del
"mobile" rappresenta un terreno fertile per l'introduzione della "
Near Field Communication" (NFC), i cui primi progetti sono
stati avviati nel settore bancario e particolarmente ben accolta nel
mondo dei trasporti.
Inoltre, grazie ad una
domanda sempre più orientata verso strumenti di pagamento
innovativi, le Payment Institutions potranno trarre vantaggio dall'
offerta di forme evolute di pagamento in relazione a prodotti e
servizi di largo consumo, ampliando quindi il proprio mercato e
fidelizzando la clientela.